Domanda di: Ing. Gioacchino Grassi | Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2023 Valutazione: 4.5/5
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La sua filosofia è detta “criticismo” in quanto è segnata dal valutare e giudicare per stabilire limiti e possibilità delle esperienze umane. Appartengono al periodo critico i suoi tre capolavori: Critica della ragion pura (1781), Critica della ragion pratica (1788), Critica del giudizio (1790).
Kant ritiene che le intuizioni siano delle affezioni (passive) mentre i concetti puri (categorie) sono funzioni (attive) che riordinano e unificano più rappresentazioni. I concetti possono essere empirici, cioè derivare dall'esperienza, o puri (categorie), cioè essere contenuti a priori dall'intelletto.
Tutte le idee della ragione possono essere ricondotte a tre classi fondamentali: idea dell'anima come unità assoluta dei fenomeni interni; idea del mondo come unità assoluta dei fenomeni esterni; idea di Dio come unità assoluta di tutti gli oggetti del pensiero.
Ricapitolando: La realtà è tutto ciò che è del tutto indipendente dalla nostra esistenza e dal nostro modo di conoscere. Per Kant, oltre alla realtà noumenica esiste anche quella fenomenica: -realtà noumenica: è una realtà indipendente dall'uomo e dal suo modo di vederla, concepirla e conoscerla.
In Kant il termine trascendentale passò a significare il meccanismo "formale" della conoscenza, a prescindere cioè dal contenuto di essa. Kant infatti vuole spiegare non che cosa si conosce, ma come avviene la conoscenza, ossia definire i presupposti teorici che rendono possibile la conoscenza.