Santa Sofia, martire romana del II secolo, visse al tempo dell'imperatore Adriano sotto al quale, insieme alle sue tre figlie, fu fatta martire. Contrasse matrimonio con un giovane e ricco senatore, di nome Filandro, e dalla loro unione nacquero tre figlie: Fede, Speranza e Carità.
Affermatosi in ambito cristiano come sinonimo della sapienza divina, si diffuse nei primi secoli del cristianesimo anche per il culto di S. Sofia martire sotto Traiano con le figlie Fede, Speranza e Carità, in ricordo della quale ricorre anche l'onomastico.
In quello romano al 30 settembre è ricordata S. Sofia, madre delle sante Fede, Speranza e Carità, che, secondo gli Acta, era di nobile stirpe milanese; venuta a Roma con le figlie, vi subirono il martirio, prima queste, poi sulla loro tomba la madre; i loro corpi furono sepolti sulla via Aurelia.
Scappa da Bisanzio e su una nave arriva a Siracusa. Dopo un lungo cammino, si ferma nelle terre di Pantalica dove ha inizio la sua missione. Qui, sul punto esatto in cui getta la treccia dei suoi capelli, si apre una fonte nella quale scorre acqua purissima, cristallina.
Patrona dell'intelletto, protettrice delle persone intelligenti. Invocata contro le malattie contagiose. Del resto, una santa patrona per le persone stupide non sarebbe stato un bel regalo!