Domanda di: Ing. Lisa Fontana | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Si tratta di un'acqua ricca di carbonati e altri sali di calcio e di magnesio che ne determinano la cosiddetta “durezza“. L'elevata concentrazione di questi sali minerali provoca incrostazioni negli elettrodomestici, nelle caldaie e nelle stoviglie, generando il cosiddetto calcare.
Di fatto la legge italiana impone che l'acqua che esce dall'addolcitore non abbia meno di 15 gradi F e che il sodio disciolto non superi la quantità di 200 mg per litro, esclusa la Lombardia ove è previsto che venga limitato ad un massimo di 150 mg/l.
I filtri anticalcare sono una valida alternativa all'addolcitore in alcuni casi. Vediamo insieme quali. I filtri anticalcare da sotto lavello vengono spesso utilizzati in situazioni in cui si renda necessario gestire la durezza dell'acqua al punto d'uso.
La distanza fra l'addolcitore d'acqua e lo scarico deve essere sempre la più corta possibile. Se il punto di scarico è situato in posizione sopraelevata rispetto all'addolcitore, non superare mai un dislivello max. di 3 mt.
Qualsiasi sia la tipologia preferita ed acquistata, è necessario che il sale per addolcitore sia di alta qualità, controllando le indicazioni della casa produttrice, in particolare la percentuale del Cloruro di sodio NaCl, la quale deve essere uguale o maggiore al 99,6%.