L'ora "vera" o naturale è l'ora solare, che coincide con il fuso orario di riferimento del Paese (CET in Italia), in vigore durante i mesi invernali. L'ora legale è una convenzione introdotta per spostare avanti le lancette di un'ora (solitamente da marzo a ottobre) e sfruttare più luce pomeridiana.
Qual è l'ora giusta, quella solare o quella legale?
Avere più luce di sera – è piuttosto intuitivo – fa anche risparmiare sui consumi di energia elettrica (secondo Terna per 116 milioni di euro all'anno, in Italia). L'ora solare è quella naturale, quella “giusta”, valida nei mesi invernali tra ottobre e marzo e “aggiustata” nel resto dell'anno con l'ora legale.
Il problema con l'ora legale è che il sole sorge più tardi, rendendo più difficoltoso l'instaurarsi del modo "veglia". Mentre di sera la luce dura più a lungo, confondendo di nuovo l'organismo sul tempo giusto per mettersi in modalità "riposo".
Ora legale e ora solare: quando cambia l'orario e che differenza c'è L'ora solare, che in Italia entra in vigore ogni anno l'ultima domenica di ottobre, è l'orario che si adotta nel periodo autunno-inverno e prevede lo spostamento delle lancette indietro di un'ora.
In Italia, in particolare, il cambio d'ora venne introdotto nel 1965. Allora la fase estiva con le lancette un'ora avanti durava soli 4 mesi, mentre nel 1980 il periodo è stato esteso. L'obiettivo era quello di favorire il più possibile l'utilizzo della luce naturale e ridurre così i consumi per l'illuminazione.