Il dolo è nettamente più grave della colpa, poiché implica la volontà diretta e consapevole di commettere un reato e causare un danno. La colpa, al contrario, deriva da negligenza, imprudenza o imperizia, ovvero la mancata volontà di provocare l'evento dannoso, punita con pene notevolmente inferiori.
nel dolo il soggetto compie un'azione (o una omissione) consapevole di compiere un reato. nella colpa il reato è una conseguenza di una disattenzione, imprudenza, negligenza o mancato rispetto di una legge (ad esempio la morte di un pedone causata da un automobilista che guidava con un eccesso di velocità).
il danneggiato deve provare (oltre al danno subito ed al nesso di causalità) gli elementi che possano convincere il Giudice che quanto accaduto possa riferirsi ad un fatto (o atto) posto in essere dalla colpa del danneggiante (art. 2043 del c.c.).
La differenza fondamentale tra dolo e colpa risiede nell'intenzionalità: nel dolo l'evento dannoso è voluto e consapevole, mentre nella colpa l'evento non è voluto, ma si verifica a causa di negligenza, imprudenza, imperizia o violazione di norme (comportamento "contro l'intenzione"). Il dolo è più grave e comporta pene più severe, poiché implica la piena volontà di commettere un illecito, mentre la colpa è una mancanza di attenzione o cautela, anche se l'evento dannoso non era l'obiettivo.
Il dolo di proposito: si tratta della forma più grave di dolo che ricorre ogniqualvolta tra l'ideazione e la realizzazione del fatto reato intercorra un certo lasso apprezzabile di tempo.