L'alfabeto fenicio (definito alfabeto protocananeo per le iscrizioni anteriori al 1050 a.C.), era in uso presso i fenici, e gli Aramei nell'VIII secolo a.C., per scrivere nella loro lingua, un idioma nord-semitico
semitico
Le lingue semitiche sono un ramo delle lingue afro-asiatiche parlate in Africa e Asia. Le lingue semitiche sono note per la loro morfologia nonconcatenativa, cioè le radici delle parole non sono esse stesse sillabe o parole, ma insiemi isolati di consonanti, di solito tre, che formano una cosiddetta radice trilittera.
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In effetti i Fenici possono essere considerati i reali inventori dell'alfabeto, poiché ripresero il principio alfabetico e lo estesero a tutti i suoni della lingua.
Si suppone che l'alfabeto sia stato inventato in maniera indipendente in tre luoghi diversi: Egitto (2700 a.C.), Cina (1200 a.C.) e Mesoamerica (600 a.C.). Discussa è invece l'origine indipendente in Mesopotamia e nella valle dell'Indo.
Per quanto riguarda il nostro alfabeto, alle origini c'è la scrittura fenicia, che era a base consonantica; questa fu poi modificata dai Greci, che la adattarono alle proprie esigenze, prima tra le quali quella di dare rappresentazione specifica alle vocali.
Il contributo più importante dei Fenici al progresso della civiltà fu l'invenzione della scrittura alfabetica, ideata essenzialmente per risolvere problemi di ordine pratico.