Il cannibalismo filiale, ovvero l'atto di mangiare la propria prole, è un comportamento osservato in diverse specie animali, spesso dovuto a stress, necessità di sopravvivenza o selezione dei più deboli. I criceti sono noti per questo comportamento materno, insieme a conigli, gatti, alcuni roditori, canidi, primati e oltre 200 specie di pesci.
Quale animale è noto per mangiare i propri cuccioli?
Oltre ai casi sopracitati, anche in specie come orsi, iene e alcuni roditori una volta uccisi i piccoli vengono cannibalizzati. Per contrastare attivamente l'infanticidio le femmine di alcune specie hanno sviluppato delle tecniche di difesa della propria prole.
Episodi di cannibalismo materno si osservano comunemente nell'arvicola (Clethrionomys glareolus), nel fringuello domestico (Carpodacus mexicanus), nel ragno lupo (Pardosa milvina), ed è noto che entrambi i genitori del coleottero seppellitore (Nicrophorus orbicollis) consumano la loro prole.
Dopo aver evirato il padre, il titano Crono (Saturno per i romani) sposò la sorella Rea e divenne signore dell'universo. Consapevole che, prima o poi, uno dei suoi figli lo avrebbe detronizzato, aveva preso drastiche precauzioni: li divorava appena nati.
I criceti a volte mangiano i loro cuccioli appena nati. Un gesto che sembra crudele, ma che ha radici profonde nell'istinto di sopravvivenza e nella gestione dello stress👇 Anche le gatte lo fanno, anche i conigli....