Quale contratto di lavoro costa meno al datore?

Domanda di: Ing. Marieva Ferrara  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Si tratta del lavoro intermittente, detto anche “a chiamata”: può riguardare lavoratori con età inferiore ai 24 anni o superiore ai 55, o mansioni specifiche ove tale tipologia contrattuale sia ammessa dal CCNL.

Quale contratto di lavoro è più conveniente?

La risposta è il contratto a tempo determinato. Se andiamo ad analizzare esclusivamente l'aspetto economico e quindi quanto incide il costo del lavoro sul reddito prodotto dall'azienda, vedremo come il contratto a tempo determinato sia più oneroso rispetto ad un contratto a tempo indeterminato.

Quanto costa al datore di lavoro assumere un dipendente?

Se lo stipendio lordo è sempre di 1800 euro allora il costo dell'Irpef potrebbe essere di circa una ventina d'euro al mese. Dunque, se la retribuzione netta del dipendente è pari a circa 1000 euro considerando il costo dei contributi, dell'Irpef e dell'Inail sarà di 800 euro in media.

Quanto costa al datore di lavoro un contratto part time?

Facendo un esempio, per uno stipendio netto di €780 mensili, l'azienda paga per il dipendente part-time circa €1.360. Invece, per un lavoratore che guadagna €3.000 netti al mese, il costo per l'azienda può arrivare anche a superare i €7.000 al mese.

Quanto paga il datore di lavoro di contributi INPS?

In media, i costi previdenziali e assicurativi a carico dell'azienda ammontano circa al 31% della RAL. Invece, nel caso dei contratti di apprendistato, i contributi pagati dal datore di lavoro ammontano all'11,31% dell'imponibile INPS, mentre dalla busta paga viene trattenuto il 5,84% che è a carico del dipendente.

CONTRATTO DI LAVORO: Qual è il migliore?