Domanda di: Ing. Concetta Battaglia | Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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Il congiuntivo è un modo finito del verbo che ha quattro tempi: presente, imperfetto, passato, trapassato (i primi due sono tempi semplici, gli altri due tempi composti). Imperfetto: Fossi matto! Trapassato: Mi sarebbe piaciuto che tu fossi venuto proposizioni ➔subordinate.
Le forme del congiuntivo sono diverse da quelle dell'indicativo, e spesso presentano delle irregolarità nella loro coniugazione. Esso è presente in tutte le persone grammaticali (io, tu, lui/lei, noi, voi, loro) e in tutti i tempi verbali (presente, passato, imperfetto, trapassato, futuro, condizionale).
Il congiuntivo viene utilizzato in frasi che dipendono da un'altra, in particolare dopo verbi o espressioni che indicano: Opinioni personali o situazioni incerte, per esempio con verbi come pensare, credere, immaginare, ritenere, essere sicuro/certo, avere l'impressione, supporre, dubitare, sembrare, parere.
Si usa il congiuntivo anche quando nella principale ci sono verbi come: volere, preferire, piacere, dispiacere, aspettare, bisognare, essere necessario/essere probabile/possibile/difficile… Voglio che tu vada subito a casa. Mi piacerebbe che venissero a trovarci. Aspetto che Luisa mi scriva.
Iniziamo dal presente e dall'imperfetto! Come per l'indicativo, il congiuntivo si forma partendo dalla radice del verbo e aggiungendo le desinenze del congiuntivo. Per esempio: Guardare → guard → guardi (congiuntivo presente)