Diversi filosofi hanno trattato il tema della follia, interpretandola come dono divino, espressione della parte irrazionale dell'uomo o come costrutto sociale. I principali riferimenti sono Platone (follia divina/amore), Erasmo da Rotterdam (satira sociale) e Michel Foucault (storia della devianza).
"Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te." (Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male, 1886)
Nietzsche impazzisce trovandosi davanti alla stessa identica scena: quella di un cavallo frustato brutalmente. Ma nel filosofo l'amore, la dolcezza e il pentimento non hanno modo di emergere e la sua malattia invece di regredire si cronicizza e si rafforza fino a portarlo al manicomio e alla morte.
«Questa vita, come tu ora la vivi e l'hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa ...