Domanda di: Rita Villa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Oggi dichiarato estinto, il latino era la lingua ufficiale dell'antica Roma, quindi dell'intero Impero Romano Occidentale fino alla sua caduta (avvenuta nel 476 d.C.), uno dei più potenti imperi - e uno dei più affascinanti - della storia.
Coloro che parlavano il latino erano i latini, gli antichi abitanti del Lazio, o, più precisamente, i romani. L'impero romano cade nel 476, ma il latino sopravvive, trasformandosi. Tutte le lingue vive mutano nel tempo, e il latino non fa eccezione.
Il carattere composito, che il l. presentava in questa età, si accentuò, tra il 1000 e il 500 a.C., per i nuovi contatti politico-economici e culturali, e quindi linguistici, che i Latini avevano con popoli preindoeuropei e indoeuropei dell'Italia antica.
Il latino appartiene alla grande famiglia delle lingue indoeuropee. Con il termine di Indoeuropei si indicano le popolazioni che nel V millennio a sono stanziate in un ampio territorio compreso tra l'Europa centrorientale, Caucaso, le steppe asiatiche attorno al Caspio e al lago d'Arai.
I nuovi linguaggi si svilupparono nell'area a cui si da il nome di Romania (italia, francia, penisola iberica, romania, luoghi dove si parlava il latino). Queste parlate diedero origine alle lingue romanze, così dette perchè parlate nella romania: italiano, francese, provenzale, spagnolo, catalano, portoghese e rumeno.