Quali insulti sono punibili?

Domanda di: Erminia Mazza  |  Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2026
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Gli insulti sono reato principalmente quando ledono la reputazione di una persona assente (diffamazione), specialmente sui social media, o quando offendono un pubblico ufficiale in servizio (oltraggio), mentre l'ingiuria diretta è stata depenalizzata e ora costituisce illecito civile. Sono reato anche i maltrattamenti in famiglia che includono vessazioni psicologiche e gli insulti che superano la critica lecita, diventando attacchi personali gratuiti.

Quando l'insulto è reato?

L'insulto diventa reato in Italia quando non è rivolto direttamente alla persona presente (che è ingiuria, ora illecito civile) ma avviene in sua assenza e in presenza di almeno due persone (diffamazione) o tramite mezzi di pubblicità come i social media, configurando diffamazione aggravata. Diventa poi reato anche di minaccia se l'insulto contiene un avvertimento credibile di un danno ingiusto.

Quali insulti non sono denunciabili?

Gli insulti "non denunciabili" (cioè non più reato penale dopo la depenalizzazione dell'ingiuria nel 2016) sono quelli di uso comune, gergali o espressivi di fastidio, come "coglione" (se inteso come scemo), "vaffanculo", "rompipalle" (se inteso come seccatore), o frasi come "mi hai rotto i coglioni" (per indicare fastidio), che non ledono l'onore in modo grave, ma al massimo danno diritto a un'azione civile per risarcimento danni, specialmente se pubblicati online o in pubblico.

Quali offese si possono denunciare?

Non puoi più sporgere denuncia penale per la semplice ingiuria (offesa detta alla persona presente), ma puoi fare causa civile per risarcimento danni (richiede prove e un avvocato). Denuncia penale è possibile per la diffamazione (offesa in assenza dell'interessato e in presenza di almeno due persone). Alcune parole comuni come "vaffanculo" o "rompipalle" (se usate come "seccatore") sono state considerate non penalmente rilevanti dalla Cassazione, ma il contesto è fondamentale.

"Vergognati" è un'offesa?

«Vergognati, sei sulla bocca di tutti…»: lite acida tra due donne ma non c'è ingiuria nelle parole pronunciate. L'espressione manifesta solo profondo disprezzo. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, sez. V Penale, con la sentenza n.

5 INSULTI che si POSSONO dire | Avv. Angelo Greco