In Italia, il codice civile (art. 87) vieta il matrimonio tra parenti stretti per vincoli di sangue, adozione o affinità. Sono vietati i matrimoni tra ascendenti e discendenti in linea retta (genitori/figli, nonni/nipoti), fratelli/sorelle (germani, consanguinei o uterini), zii/nipoti, adottante/adottato, e affini in linea retta (suoceri/generi-nuore).
Non possono contrarre matrimonio fra loro: 1) gli ascendenti e i discendenti in linea retta ((...)); 2) i fratelli e le sorelle germani, consanguinei o uterini; 3) lo zio e la nipote, la zia e il nipote; 4) gli affini in linea retta; il divieto sussiste anche nel caso in cui l'affinita' deriva da matrimonio dichiarato ...
Una delle ragioni più note e citate per cui il matrimonio tra cugini è generalmente scoraggiato è che comporta un rischio più elevato che l'eventuale prole sviluppi malattie genetiche, con un correlato aumento del rischio di mortalità infantile o di riduzione della qualità o dell'aspettativa di vita.
Non possono sposarsi tra loro: ascendenti e discendenti in linea retta (genitori e figli; nonni e nipoti); fratelli e sorelle; zii e nipoti (con possibilità di dispensa, mediante autorizzazione del tribunale);
La parentela in linea retta (ascendenti e discendenti) o in linea collaterale fino al terzo grado (fratelli e sorelle, zii e nipoti) e l'affinità (il rapporto tra uno degli sposi e i parenti dell'altro) in linea retta o in linea collaterale fino al secondo grado.