La visione crepuscolare, o visione mesopica, è la capacità dell'occhio umano di vedere in condizioni di bassa luminosità, come al tramonto o all'alba, quando la luce non è né piena né assente. Rappresenta una transizione tra la visione diurna (fotopica) e notturna (scotopica), in cui diminuisce la percezione dei colori e l'acutezza visiva, affidandosi principalmente ai bastoncelli retinici.
È chiamata anche visione crepuscolare. In assenza di luminosità, la percezione dei colori e l'acutezza visiva peggiorano fino al punto di riuscire a riconoscere solo le differenze di luminosità.
Quando non funzionano correttamente, l'adattamento visivo a condizioni di buio o scarsa illuminazione è impedito. Questo fenomeno è generalmente causato da una riduzione nella produzione di rodopsina, il pigmento visivo che favorisce la visione al buio.
poeti crepuscolari. Tale denominazione (che risale a un'espressione usata da G.A. Borgese nel 1910 per indicare lo spegnersi, a suo avviso, della grande giornata lirica italiana "in un mite e lunghissimo crepuscolo") indica alcuni poeti italiani del primo Novecento (S. Corazzini, G. Gozzano, M.