Prove schiaccianti e univoche portano a Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio. In 19 pagine la Corte d'Assise di Bergamo motiva il "no" a tutte le richieste di accesso, visione, nuovi esami di reperti avanzate dalla difesa dell'artigiano di Mapello.
Al muratore bergamasco il Dna è stato prelevato attraverso un finto controllo alcolemico. Il profilo genetico così ricavato è stato poi portato presso l'Università di Pavia dove è stata svolta attività di comparazione.
Il 16 giugno 2014, quindi tre anni e mezzo dopo la scomparsa della tredicenne di Brembate, viene arrestato Massimo Giuseppe Bossetti. L'accusa per il muratore 44enne di Mapello è quella di aver ucciso Yara Gambirasio.
Ad inchiodare il muratore di Mapello anche le celle telefoniche. Il Sig. Bossetti ci prova ad eludere il sistema, e lo fa spegnendo il telefono dalle ore 17.45 del 26 novembre fino alle 7.34 del 27 novembre 2010.
Marita Comi è rimasta ad abitare nella casa di Mapello insieme ai suoi tre figli. All'epoca dell'arresto del marito, la donna non aveva un'occupazione. Ora invece ha trovato posto in una ditta di pulizie: “Si cerca di tirare avanti. La vita continua ma quel fatto ha cambiato tutto”, ha detto il fratello della donna.