Domanda di: Sig. Odone Palumbo | Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2026 Valutazione: 4.9/5
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Gli orari dei turni variano per CCNL e azienda, ma comunemente si dividono in mattina (ca. 6:00-14:00), pomeriggio (14:00-22:00) e notte (22:00-6:00), spesso su cicli da 8 ore. La legge impone almeno 11 ore di riposo consecutivo tra turni e regole ferree per la notte.
Gli schemi di turni di lavoro più comuni includono turni fissi, turni rotativi (a ciclo continuo o discontinuo) e turni flessibili. La scelta del modello di turnazione dipende dalle esigenze specifiche dell'azienda, dal tipo di attività svolta e dalle caratteristiche del personale.
Cosa significa "turno 6+2"? Significa lavorare 6 giorni consecutivi seguiti da 2 giorni di riposo, utile nei settori con attività continua. Quante ore di stacco devono esserci tra un turno e l'altro? La legge prevede almeno 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore, salvo deroghe nei CCNL.
4 turni da 6 ore ciascuno: mattutino, pomeridiano, serale e notturno, impiegato generalmente dalle aziende operative 24 ore e spesso noto come “6×6”. 3 turni da 8 ore: con orari fissi di inizio e fine (6:00, 14:00, 22:00), a rotazione, con previsione di un riposo per chi affronta il turno notturno.
In questo caso, ad esempio, i turni di mattina o di pomeriggio possono essere svolti dal lunedì al venerdì, oppure a rotazione dal lunedì al venerdì. In alternativa si avranno due giorni liberi e cinque giorni lavorativi.