La civiltà greca antica è tradizionalmente suddivisa in quattro periodi principali che ne scandiscono l'evoluzione storica, politica e artistica, dai secoli bui all'assimilazione romana:
La storia greca si divide generalmente in quattro grandi periodi: il Periodo di Formazione (o Geometrico, XII-VIII sec. a.C.), l'Età Arcaica (VII-VI sec. a.C.), l'Età Classica (V-IV sec. a.C.), l'apice della civiltà, e l'Età Ellenistica (dal 323 a.C. alla conquista romana), che segna la fine dell'indipendenza delle poleis e la diffusione della cultura greca.
Il periodo greco viene diviso storicamente in 3 “sottoperiodi”: il periodo arcaico (dalle origini al 480 a.C.), il periodo classico (dal 480 al 323 a.C.) e il periodo ellenistico (dal 300 al 146 anno in cui la Grecia passa sotto il dominio romano).
I quattro periodi principali della storia, secondo la periodizzazione occidentale, sono l'Età Antica, il Medioevo, l'Età Moderna e l'Età Contemporanea, con la Preistoria che precede l'Antica, e le date di inizio e fine di ogni epoca sono convenzionali e variano leggermente. Questi periodi sono definiti da grandi eventi di rottura, come la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.) per il passaggio all'Antica/Medioevo, la scoperta dell'America (1492) per il passaggio al Moderno, e la Rivoluzione Francese (1789) o il Congresso di Vienna (1815) per l'inizio del Contemporaneo.
Greci e romani dividevano il giorno in 4 parti: dall'aurora a metà mattina; da metà mattina a mezzodì; da mezzodì a metà pomeriggio e da metà pomeriggio al tramonto. Anche la notte era di quattro parti.