Domanda di: Sig.ra Laura Monti | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2026 Valutazione: 4.1/5
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I costi variabili sono spese aziendali che cambiano direttamente in proporzione al volume di produzione o di vendita, arrivando a zero se la produzione è nulla. Esempi comuni includono materie prime, imballaggi, costi di spedizione, energia per impianti e manodopera diretta. Aumentano linearmente all'aumentare dell'attività.
I costi variabili sono i costi di un'impresa che cambiano direttamente con il volume di produzione o di vendita o con il grado di occupazione. A differenza dei costi fissi, non sono quindi stabili, motivo per cui sono anche chiamati "costi variabili", "mobili" o "dipendenti dalla quantità".
Le spese principali sono solitamente suddivise in costi diretti, ossia quelli direttamente collegati al prodotto, e in costi indiretti, ossia quelli che non si riferiscono esplicitamente al prodotto.
I costi diretti sono facilmente attribuibili a uno specifico prodotto o servizio, mentre i costi indiretti sono condivisi tra più prodotti o servizi e non sono facilmente attribuibili a uno specifico.