I crostacei (come aragoste, scampi, astici, gamberi etc.) sono stati per molto tempo “banditi” dalle diete di chi soffriva di ipercolesterolemia, essendo alimenti ad alto contenuto di colesterolo.
Quali crostacei si possono mangiare con il colesterolo alto?
Colesterolo e crostacei: nessuna messa al bando
Dato il legame tra colesterolo e crostacei è bene non esagerare con il loro consumo (né con quello dei molluschi). Meglio scegliere altri prodotti del mare, in particolare il pesce con omega 3 (come salmone, tonno, sgombro e spada), alleati della salute cardiovascolare.
Chi ha il colesterolo alto può mangiare i gamberi?
E un moderato consumo di gamberi non è vietato neppure a chi ha già alto il suo colesterolo, a patto che ne tenga conto nelle altre scelte alimentari della giornata. Attenzione poi a come si cucinano questi alimenti: diamo la preferenza alle cotture al vapore o alla griglia e condiamo con olio di oliva extravergine.
Che tipo di pesce si può mangiare con il colesterolo alto?
Il pesce e alcuni alimenti che forniscono i grassi omega-3 dovrebbero essere consumati più spesso. In particolare dovremmo preferire alcuni pesci come lo sgombro, il salmone, le aringhe, le sarde e le alici e alimenti come le noci e i semi di lino.
In primis pare che molluschi e crostacei sono i meno indicati. Seguono poi pesci grassi come sgombro, salmone, scorfano e acciuga. Altri pesci non proprio adatti a chi soffre di colesterolo alto sono anguilla, aringa, dentice, pesce spada oltre a caviale e bottarga.