Quali sono i lavori a rischio per l'allattamento?

Domanda di: Piccarda Cattaneo  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Tra i settori lavorativi più “pericolosi” troviamo: Ristorazione, settore alberghiero o domestico (a causa della possibilità di posture sbagliate); Agricoltura (ambienti troppo caldi o eventuale contatto con agenti irritanti); Industria (possibile esposizione ad agenti chimici o biologici);

Quanti mesi sono di allattamento a rischio?

Nel caso della presenza di agenti fisici pericolosi, la tutela prevista per l'allattamento a rischio è di sette mesi dopo il parto. Ciò vuol dire che la neomamma deve essere assegnata ad una mansione diversa e che non presenti rischi per almeno sette mesi dopo aver partorito.

Quali sono le mansioni incompatibili con il puerperio?

Relativamente alle mansioni/lavorazioni, la normativa nazionale vieta di adibire le donne in stato di gravidanza e fino al settimo mese dopo il parto a lavorazioni in cui si fa uso di agenti fisici, chimici e biologici pericolosi e nocivi per la madre e il bambino.

Quali sono i lavori a rischio?

lavori che comportano il sollevamento di carichi e pesi; lavori che determinano la necessità di stare in piedi per oltre la metà dell'orario lavorativo; lavori soggetti a continue vibrazioni; lavori che espongono la lavoratrice incinta a sostanze chimiche dannose, ad agenti biologici, a radiazioni ionizzanti.

Quale attività è incompatibile con le lavoratrici gestanti?

È vietato adibire le lavoratrici al trasporto sia a braccia e a spalle, sia con carretti a ruote su strada o su guida, e al sollevamento dei pesi, compreso il carico e scarico e ogni altra operazione connessa, nonché ai lavori pericolosi, faticosi ed insalubri.

Rischi per le lavoratrici in gravidanza