I numeri considerati più sfortunati ("sfigati") variano per cultura: in Italia domina il 17 (legato a morte/disgrazia, spec. col venerdì), mentre nei paesi anglosassoni è il 13. In Asia, il 4 è temuto perché suona come "morte". Altre credenze includono il 9, 39 e 42.
Le origini delle superstizioni sul 17 e sul 13 non sono chiare e per spiegarle sono state avanzate diverse teorie, legate principalmente alla matematica o alla religione. È invece facilmente spiegabile la paura del 4.
La triscaidecafobia (dal greco antico τρεισκαίδεκα, treiskaídeka, "tredici" e φόβος, phóbos, "paura") è la paura irragionevole del numero 13, principalmente legata alla cultura popolare e alla superstizione. In alcune culture, specie quelle anglosassoni, esistono varie credenze riguardanti il venerdì 13.
Secondo lo storico del folklore Donald Dossey, la natura sfortunata del numero "13" nascerebbe da un mito norreno circa un pranzo fra 12 Dei nel Valhalla. Il dio truffaldino Loki, che non era stato invitato, giunse come 13° ospite e fece in modo che Höðr colpisse Baldr con una freccia dalla punta di vischio.
Il numero 17 porta sfortuna principalmente in Italia a causa dell'anagramma romano XVII, che diventa "VIXI" (ho vissuto, quindi sono morto), e per la credenza che il diluvio universale sia iniziato il 17 del secondo mese nell'Antico Testamento. Al contrario, in altre culture, come l'ebraismo, è considerato propizio perché le lettere ebraiche per 9 (Têt) + 6 (Waw) + 2 (Beth) formano "Tôv" (buono).