In Italia, le dimissioni sono l'atto unilaterale con cui il lavoratore interrompe il rapporto di lavoro. I principali tipi sono le dimissioni volontarie (con preavviso), quelle per giusta causa (senza preavviso e con NASpI), le dimissioni durante il periodo di prova e la risoluzione consensuale, tutte trasmesse prevalentemente via procedura telematica.
Differenza tra dimissioni volontarie e dimissioni per giusta causa?
Comprendere la differenza tra dimissioni volontarie e dimissioni per giusta causa è cruciale, poiché le conseguenze sono radicalmente diverse: mentre le prime obbligano al preavviso e non danno diritto a tutele, le dimissioni con giusta causa consentono l'interruzione immediata del rapporto e aprono la porta a ...
Qual è la differenza tra dimissioni volontarie e risoluzione consensuale?
La principale differenza sta nella modalità di cessazione: le dimissioni sono una decisione unilaterale del lavoratore, mentre la risoluzione consensuale è un accordo tra lavoratore e datore di lavoro, con vantaggi in termini di accesso alla NASpI.
Nel 2025, le dimissioni volontarie in Italia sono soggette a nuove regole per l'accesso alla NASpI: chi si dimette da un contratto a tempo indeterminato può ottenere l'indennità solo se, dopo le dimissioni, lavora per almeno 13 settimane in un nuovo rapporto di lavoro e viene licenziato involontariamente. Questa regola si applica se le dimissioni sono avvenute nei 12 mesi precedenti. Le eccezioni includono dimissioni per giusta causa, in maternità/paternità protetta e risoluzioni consensuali specifiche, che mantengono l'accesso diretto alla NASpI.
Chi si dimette volontariamente ha diritto alla disoccupazione?
Quando si ha diritto alla NASpI dopo le dimissioni
Il sussidio di disoccupazione spetta quando le dimissioni sono presentate per giusta causa, ad esempio in caso di mancato pagamento della retribuzione, molestie, mobbing, demansionamenti significativi o modifiche peggiorative sostanziali delle condizioni di lavoro.