Domanda di: Boris Longo | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2026 Valutazione: 4.4/5
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I traumi più frequenti includono distorsioni (specialmente alla caviglia e ginocchio), contusioni, stiramenti e strappi muscolari, spesso derivanti da sport come calcio o sci, incidenti domestici o stradali. Sono comuni anche le fratture, in particolare al polso e alle ossa della mano, oltre a lesioni tendinee e alla spalla.
I traumi diretti sono provocati dell'azione di una forza esterna nel punto in cui si manifestano i danni dei tessuti (un pugno, un corpo contundente). Nei traumi indiretti il danno dei tessuti si manifesta distante dalla regione colpita dalla forza esterna (per esempio una lussazione di spalla cadendo sulle mani).
Il trauma maggiore può essere mono-distrettuale oppure poli- distrettuale. Anche se comunemente il trauma maggiore poli-distrettuale viene definito politrauma, questo termine, più correttamente si dovrebbe riferire alla presenza di lesioni in diverse parti del corpo conseguenti ad impatti multipli1.
In Italia quasi la metà degli infortuni (46%) riportati precedentemente sono dovuti alla pratica dello sport “nazionale”, ovvero calcio/calcetto. Principalmente si tratta di distorsioni a caviglia, ginocchio, e contusioni al piede e alla testa (solitamente con ferita lacero-contusa da impatto).
Per trauma psicologico si intende qualsiasi evento che una persona recepisce come estremamente stressante. Può trattarsi di una minaccia all'integrità fisica, propria o di altri, o all'identità psicologica. Questi eventi producono reazioni emotive e corporee importanti, che non sempre il cervello riesce ad elaborare.