Domanda di: Penelope Costa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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La Monarchia coniuga le prestazioni della pluralità e i vantaggi dell'unità, indispensabili per l'esercizio insieme coerente ed efficace della sovranità. Correlativamente, evita la perversione del pluralismo, cioè la polverizzazione decisionale e rappresentativa, e in pari tempo evita l'ipertrofia monocratica.
I monarchici, in definitiva, ritengono che la monarchia costituzionale possa rafforzare la democrazia, temperare le asperità del processo elettorale e offrire un simbolo in grado di unire la nazione. Una posizione sostenuta anche da figure fondamentali della nostra nazione, come può essere quella di Luigi Einaudi.
La differenza più sostanziale tra monarchia e repubblica, entrambe forme di governo, è il ruolo del popolo in rapporto in rapporto al capo di governo. Nella monarchia il potere e le scelte sono concentrate su un solo sovrano (come il re) e il popolo è suddito, nella repubblica la sovranità appartiene al popolo.
Nelle monarchie contemporanee, costituzionali e parlamentari, il monarca rappresenta simbolicamente l'unità della nazione ed è a capo dello Stato con poteri che sono limitati dalla Carta costituzionale e dalle leggi; la sovranità effettiva risiede nel popolo e nei suoi organi rappresentativi.
Secondo i sondaggi Ipsos Mori, meno di un quinto della popolazione vuole sbarazzarsi della famiglia reale e più del 75% preferisce che la Gran Bretagna rimanga una monarchia.