I verbi ausiliari (dal latino auxilium, -ii, “aiuto, sostegno”) proprio perché “aiutano” altri verbi nella loro declinazione; se essere ed avere sono i due verbi di servizio più importanti in italiano, anche i verbi dovere e stare possono essere usati con questa funzione.
Se il verbo ha un uso intransitivo, ovvero non regge un complemento oggetto, allora l'ausiliare sarà essere. Invece se il verbo ha un uso transitivo, ovvero regge un complemento oggetto, allora l'ausiliare sarà avere.
Un verbo ausiliare (dal latino verbum auxiliare) è un verbo utilizzato in combinazione ad un altro per dare un particolare significato della forma verbale. Questo è evidente, in italiano, nella formazione di tempi composti come il passato prossimo o il trapassato prossimo: ho fatto. ero andato.
Sono verbi ausiliari in italiano il verbo essere e il verbo avere: il primo per indicare il passato prossimo dei verbi intransitivi e la voce passiva dei verbi transitivi: sono arrivato e invece sono raggiunto; il secondo per indicare il passato prossimo dei verbi transitivi: ha sorpassato il rivale.
L'ausiliare essere si usa per: formare il passivo con tutti i verbi che lo prevedono. formare i tempi composti dei verbi riflessivi, della maggior parte dei verbi intransitivi, dei verbi intransitivi pronominali e dei verbi impersonali.