I principali verbi irregolari al congiuntivo presente includono ausiliari (essere, avere) e verbi ad alta frequenza come fare, andare, venire, sapere, potere, volere, dovere e dire. Molti derivano la loro irregolarità dal presente indicativo, spesso cambiando la radice o la vocale tematica, e si coniugano come i loro composti (es: venire/venire, proporre/proporre).
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
L'errore più grave nell'uso del congiuntivo riguarda i verbi irregolari come “andare”, “fare”, “stare” e “dare”. Poiché terminano in -are, si tende erroneamente a coniugarli come i verbi regolari della prima coniugazione, risultando in forme sbagliate come: “Che io vadi”, “che io facci”, “che io dassi”.
I primi tre sono verbi regolari, rispettivamente della prima, della seconda e della terza coniugazione. Gli altri tre sono verbi irregolari, così chiamati perché seguono solo in parte la coniugazione normale, mentre in alcune voci utilizzano una radice diversa da quella dell'infinito.