Le aziende a rischio alto sono quelle operanti in settori con elevati indici infortunistici INAIL, caratterizzate da lavorazioni complesse o pericolose, tra cui spiccano edilizia, industria chimica/raffinerie, metallurgia, manifatturiero, gestione rifiuti e sanità. Queste realtà richiedono una formazione specifica per i lavoratori e severe misure di sicurezza.
Rischio ALTO: raggruppa le attività più pericolose, soggette a normative stringenti. Tra queste: edilizia, industria chimica, metalmeccanica, raffinerie, smaltimento rifiuti, sanità e aziende che manipolano esplosivi o sostanze ad alto rischio.
Industria manifatturiera e metalmeccanica (utilizzo di macchinari pericolosi, rischio elettrico, esposizione a sostanze chimiche). Settore chimico e farmaceutico (esposizione ad agenti chimici tossici o infiammabili). Sanità e assistenza (rischio biologico, movimentazione carichi, esposizione a radiazioni).
Tra le Aziende a basso rischio troviamo: Aziende che si occupano di commercio all'ingrosso e al dettaglio. Attività artigianali (carrozzerie, lavanderie, saloni di acconciature, pasticcerie…) Alberghi, ristoranti e altre Aziende del settore turismo.
Qual è la differenza tra un rischio basso e medio alto?
Come si distinguono rischio basso, medio e alto
Un impiegato in uno studio grafico avrà un rischio basso. Un magazziniere che movimenta carichi, un rischio medio. Un operaio edile o chi lavora in sanità, un rischio alto. La distinzione non è una formalità, ma definisce il livello di attenzione e formazione richiesto.