Una diagnosi errata di tumore deriva spesso da errori umani, interpretazioni radiologiche errate (es. scambio tra benigno e maligno), mancata esecuzione della diagnosi differenziale o inefficacia dei protocolli. Fattori chiave includono la complessità clinica, la sottovalutazione dei sintomi, carenze organizzative e strumenti obsoleti.
Quando una diagnosi viene sbagliata o omessa a causa di negligenza o errore de medico, il paziente danneggiato potrà richiedere un risarcimento per diagnosi medica errata, un diritto riconosciuto a tutela dei pazienti.
Secondo l'OCSE, fino al 15% delle diagnosi effettuate nei Paesi membri è errata o avviene troppo tardi. Un dato impressionante, che si traduce non solo in enormi sofferenze per i pazienti, ma anche in costi elevatissimi per i sistemi sanitari.
Gli errori medici rappresentano una delle principali cause di morte e lesioni prevenibili nei sistemi sanitari moderni. Diversi studi hanno evidenziato la gravità e la diffusione di questo fenomeno, sottolineando la necessità di interventi mirati per migliorare la sicurezza dei pazienti.
Per dimostrare che si è subito un danno da malasanità è necessaria la perizia medico-legale. La perizia è il documento che analizza la cartella clinica e tutti gli altri elementi rilevanti, verificando se l'operato del medico o della struttura sanitaria abbia effettivamente causato il danno.