Crocifisso di San Domenico di Cimabue e Crocifisso di Santa Maria Novella di Giotto a confronto. Il Cristo di Cimabue è un'astratta celebrazione del dolore resa attraverso la schematica rappresentazione di un corpo; quello di Giotto è un nudo realistico, abbandonato in modo naturale.
Quali elementi innovativi sono presenti nel crocifisso di Santa Maria Novella di Giotto?
La tridimensionalità e il senso del volume sono resi grazie al chiaroscuro. La sovrapposizione dei piedi e le dita dipinte di scorcio contribuiscono a rendere la profondità dello spazio compreso dalla figura di Cristo.
Il Golgota con la tomba aperta da cui si vede il teschio e le ossa di Adamo bagnati dal sangue di Gesù allude al sacrificio di Cristo che riscatta l'umanità dal peccato originale.
Il “Crocifisso di Giotto” è unanimemente considerato un lavoro cardine nello sviluppo della storia dell'arte perché, per primo, modifica e rinnova l'iconografia del Christus patiens, ovvero la modalità di raffigurazione della medesima scena introdotta da Giunta Pisano a inizio Duecento.
Il Crocifisso di Santa Maria Novella è una delle croci sagomate (tempera e oro su tavola, 578x406 cm) di Giotto, databile al 1290-1295 circa e conservato nella navata centrale della basilica di Santa Maria Novella a Firenze. Si tratta di una delle prime opere note nel catalogo dell'artista, allora circa ventenne.