Domanda di: Teseo Bruno | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2026 Valutazione: 4.8/5
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Le tre fiere che Dante incontra nel Canto I dell'Inferno, simbolo degli impedimenti al percorso di salvezza, sono la lonza (lussuria/invidia), il leone (superbia) e la lupa (avarizia/cupidigia). Queste bestie sbarrano il cammino verso il colle luminoso, rappresentando i vizi capitali e i disordini politico-morali che bloccano il poeta.
Le tre fiere che sbarrano il passo al poeta e lo ricacciano verso la selva oscura costituiscono, secondo la tradizione allegorica più attestata dai diversi commentatori medievali, le tre principali disposizioni peccaminose: la lonza simboleggerebbe la lussuria, il leone la superbia, la lupa l'avarizia-cupidigia.
I tre peccatori che Lucifero maciulla nelle tre bocche sono i tre supremi traditori dei benefattori, ovvero Giuda che tradì Cristo e Bruto e Cassio che tradirono Cesare, anche se i peccatori della Giudecca potrebbero essere i traditori delle due più importanti istituzioni, Chiesa e Impero.
I commentatori più antichi identificarono le tre fiere rispettivamente con la lussuria, la superbia e la cupidigia (cioè l'avidità di ricchezze e beni materiali), ovvero i vizi più diffusi tra gli uomini del tempo.