Domanda di: Sig. Lamberto Bernardi | Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2026 Valutazione: 4.5/5
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Giacomo Leopardi (1798-1837) ha compiuto la sua vasta formazione da autodidatta, tra il 1809 e il 1816, immergendosi in uno "studio matto e disperatissimo" nella biblioteca paterna a Recanati. I suoi studi hanno spaziato dalle lingue classiche (greco, latino, ebraico) alle lingue moderne, filosofia, filologia e astronomia, formandolo come uno dei più grandi eruditi del suo tempo.
Giacomo sta spesso da solo, studia nella grande biblioteca paterna, in dialogo muto con gli autori antichi. Tra il 1809 e il 1816 passa "sette anni di studio matto e disperatissimo", durante i quali impara alla perfezione varie lingue, traduce i classici, compone opere erudite, studia poesia e filosofia.
La malattia esordì con affezione polmonare e febbre e in seguito gli causò la deviazione della spina dorsale (da cui la doppia "gobba"), con dolore e conseguenti problemi cardiaci, circolatori, gastrointestinali) e respiratori (asma e tosse), una crescita stentata, problemi neurologici alle gambe (debolezza, parestesia ...
Antonio Ranieri (Napoli 1806-1888), di origini nobiliari, fu esiliato in Francia, Inghilterra e in Toscana per le sue idee liberali. Fu deputato e senatore, docente all'università di Napoli e scrittore.
Geltrude sposò nel 1808 il conte Giovanni Giuseppe Lazzari (la loro figlia Vittoria Lazzari Regnoli sarebbe poi divenuta amica e corrispondente di Paolina). Tra l'11 e il 14 dicembre 1817, una visita della famiglia Lazzari a palazzo Leopardi fu occasione del primo innamoramento di Giacomo.