Gli agricoltori pagano le imposte dirette sui redditi catastali dei terreni e non sui redditi effettivi. I redditi dei terreni si dividono tra: il reddito dominicale: si basa sulle tariffe d'estimo, stabilite dalla legge catastale in base alla qualità e alla classe del terreno, così come definito dall'art. 28 del Tuir.
Il coefficiente relativo al reddito agricolo lordo è positivo e pari a 0.866. Quindi, senza considerare il ruolo delle altre variabili, il reddito agricolo netto è mediamente pari all'86% del reddito agricolo lordo con un livello di tassazione del 14% circa.
Quali sono le imposte a carico di un imprenditore agricolo coltivatore diretto?
Se chi acquista è un coltivatore o un imprenditore agricolo a titolo professionale senza chiedere l'agevolazione della Piccola Proprietà Contadina: imposta di registro: 15% del prezzo dichiarato del terreno agricolo (con un minimo di € 1.000,00) imposta ipotecaria: € 50,00. imposta catastale: € 50,00.
L'aliquota IVA per le attività agrituristiche è del 10%. Quindi l'imprenditore, oltre ai 20.000 euro di imponibile, incasserà: 20.000 x 10% = 2.000 di IVA (per un totale di 22.000 euro). A fronte dei 2.000 euro di IVA incassati verranno considerati a forfait 1.000 euro (50%) di IVA pagata per acquisti.