Marco Vannini, vittima del noto caso di cronaca nera, è nato a Cerveteri l'8 aprile 1995. Era un giovane bagnino che sognava di entrare nell'Arma dei Carabinieri, tragicamente scomparso nel 2015 all'età di 20 anni.
Marco Vannini è stato ucciso da un colpo di pistola sparato accidentalmente da Antonio Ciontoli, padre della sua fidanzata Martina, durante una serata a casa Ciontoli, ma la sua morte è stata aggravata dal ritardo e dalla condotta omissiva di tutta la famiglia, che ha impedito i soccorsi tempestivi, portando alla condanna definitiva di tutti per concorso anomalo in omicidio volontario.
La famiglia Ciontoli, al centro del caso di omicidio di Marco Vannini, è stata condannata in via definitiva: Antonio Ciontoli (padre) sta scontando una pena per omicidio volontario, mentre Martina (fidanzata), la moglie Maria e il figlio Federico (fratello di Martina) sono stati condannati per concorso anomalo in omicidio volontario, con pene che prevedono detenzione e, nel caso di Martina, permessi per lavorare fuori dal carcere dopo aver conseguito una laurea in infermieristica. La loro casa di Ladispoli è stata messa all'asta per risarcire i genitori di Vannini, mentre Antonio Ciontoli ha perso il titolo di Cavaliere della Repubblica.
Qual è il risarcimento per la famiglia di Marco Vannini?
Nel gennaio 2025 ha beneficiato dei primi permessi per lasciare la prigione e andare a lavorare in un bar del Ministero della Giustizia. Nell'ottobre 2024 la villetta di Ladispoli dove avvenne l'omicidio fu messa all'asta per 157.500 euro, ricavato che sarebbe andato alla famiglia Vannini come risarcimento.