Domanda di: Ing. Antimo Monti | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Chi può sottoporsi all'implantologia dentale
Per alcune patologie come il diabete scompensato è sconsigliato ricorrervi. Se invece, il paziente controlla attentamente la propria patologia e la propria igiene orale è possibile valutare la possibilità di ricorrere all'implantologia dentale.
Per effettuare un intervento di implantologia è necessario essere in buona salute e avere osso mascellare e gengiva sani. La totale assenza di osso o un osso in cattive condizioni possono compromettere la buona riuscita dell'intervento.
Nell'implantologia dentale i rischi più comuni sono: il sanguinamento post-operatorio, il gonfiore e in alcuni casi transitorie alterazioni sensitive come leggeri formicolii alla gengiva che possono durare anche alcune settimane e che sono causati dal fatto che, durante l'operazione, ci si avvicina molto ai nervi.
Quando mancano alcuni denti la soluzione alternativa agli impianti è fare dei ponti dentali appoggiandosi ai denti naturali rimasti. Un ponte dentale è una tipologia di protesi fissa che viene realizzata e posizionata sui denti sani adiacenti al dente o ai denti mancanti.
Quanto tempo deve passare tra un'estrazione ed un impianto?
Dopo quanto tempo dall'estrazione del dente si può inserire un impianto? Dopo aver estratto un dente bisogna attendere che l'alveolo guarisca. Come detto in precedenza il tempo necessario è di 3-6 mesi. A guarigione avvenuta è possibile inserire un impianto dentale.