Quando gli antinfiammatori fanno male?

Domanda di: Sasha Longo  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
Valutazione: 4.2/5 (59 voti)

Le compresse, soprattutto se assunte a lungo termine, possono scatenare un aumento di appetito che spesso porta ad aumento di peso, assottigliamento della pelle o a comparsa di acne, ulcera peptica, rallentamento della guarigione di ferite e della crescita dei bambini, debolezza muscolare o cambiamenti d'umore.

A cosa fanno male gli antinfiammatori?

L'uso prolungato di antinfiammatori non-steroidei aumenta il rischio d'infarto. L'uso prolungato di alcuni antidolorifici della famiglia dei FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei, è associato a un aumento del rischio di eventi vascolari quali infarto, ictus e morte per eventi cardiovascolari.

Quali sono gli antinfiammatori che fanno meno male?

In poche parole, al banco consigliamo nell'ordine: ibuprofene (moment, subitene), naprossene (momendol, uninapro), ketoprofene (okitask, ketodol), diclofenac (voltadvance).

Cosa succede se si esagera con gli antinfiammatori?

Lunga durata del trattamento con FANS (più la terapia a base di antinfiammatori non steroidei è protratta nel tempo, maggiore è il rischio di comparsa di effetti indesiderati gastrointestinali); Assunzione concomitante di diversi tipi di FANS (pratica che, per altro, risulta sconsigliata).

Qual è il più potente antinfiammatorio naturale?

La Spirea Ulmaria è uno dei più potenti antinfiammatori naturali. L'acido Spireico, estratto dall'ulmaria, è l'ingrediente di partenza da cui derivano alcuni famosi farmaci antinfiammatori. L'ulmaria, a differenza del farmaco di sintesi, non ha però gli stessi effetti collaterali.

Intervista a Carmelo Scarpignato: farmaci antinfiammatori e cuore: che cosa bisogna sapere