Nella Circolare Inps numero 40/2020 l'Inps ha ribadito che il contributo di licenziamento è interamente a carico del datore di lavoro e dev'essere sempre versato in un'unica soluzione entro e non oltre il termine di versamento della denuncia successiva a quella del mese in cui si verifica l'interruzione del rapporto di ...
Il ticket licenziamento è quel contributo che il datore deve versare all'INPS in caso di cessazione di rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato che danno diritto alla NASpI. Il suo importo è adeguato annualmente sulla base dei dati dell'inflazione in quanto legato al trattamento di disoccupazione.
Cosa deve pagare il datore di lavoro in caso di licenziamento?
Quanto costa il licenziamento al datore di lavoro? L'attuale normativa prevede che il datore di lavoro debba pagare il 41% del massimale mensile Naspi per ogni 12 mesi di anzianità del dipendente negli ultimi tre anni.
L'ammontare del contributivo di licenziamento dovuto all'INPS, interamente a carico del datore di lavoro, è fissato nella misura del 41% del massimale mensile NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale fino a un massimo di 3 anni.
Cosa succede se il datore di lavoro non paga il ticket di licenziamento?
In caso di omissione contributiva, la sanzione civile è pari al 5,75% in ragione d'anno, e sono dovuti gli interessi nella misura dello 0,25% maggiorato di 5,5 punti.