Quando il datore di lavoro deve risarcire il dipendente?

Domanda di: Gerlando Barbieri  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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L'art. 2043 c.c. prevede che qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altrui un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

Quando il datore di lavoro può richiedere i danni al dipendente?

In generale, se il dipendente ha agito senza rispettare le istruzioni che gli sono state date, e quindi in modo negligente, imprudente, imperito o anche doloso cioè ha causato un danno all'azienda con un comportamento volontario, il datore di lavoro può chiedere il risarcimento dei danni subiti.

Quando si può chiedere il risarcimento del danno?

Il risarcimento danni avviene quando a causa di un comportamento illecito altrui, un soggetto riporta delle lesioni o disagi quantificabili, e decide di procedere per ottenere una compensazione economica.

Cosa succede se un dipendente rompe qualcosa?

In pratica, con la colpa del dipendente, l'azienda ha 3 soluzioni: ​chiedere il risarcimento del danno; chiedere il risarcimento del danno ed avviare il procedimento disciplinare contro il dipendente che ha causato il danno; avviare il solo provvedimento disciplinare.

Quando un dipendente sbaglia?

Errore dipendente: chi paga i danni? Secondo il Codice civile [1], «i padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell'esercizio delle incombenze a cui sono adibiti». In pratica, la legge dice che per i danni dei dipendenti paga il datore di lavoro.

Risarcimento del dipendente al datore di lavoro | Studio Fratini Tenti Di Meco - Avv. Gaia Fratini