Domanda di: Dr. Clea Fabbri | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2023 Valutazione: 4.4/5
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Dopo 90 giorni dalla notifica dell'atto di precetto, in caso le rate non vengano saldate, la banca inizierà un iter atto al recupero della somma erogata secondo quanto stabilito dalla Legge, e potrà rivalersi tanto sull'intestatario del mutuo quanto sul garante.
Insomma, il garante – così come il debitore principale – può essere esposto al rischio di pignoramento dello stipendio, pignoramento del conto corrente oppure di beni mobili e immobili a lui intestati al fine di rientrare della somma che ancora deve corrispondere il debitore.
Gli istituti di credito possono rivalersi sul garante quando il beneficiario del finanziamento non copre le rate e non riceve da lui risposte, nonostante solleciti. A questo punto, così come sottoscritto in sede di contratto, il garante diviene responsabile del pagamento del debito.
Per tutelare la figura del garante è possibile concordare che il creditore agisca prima nei confronti dell'obbligato principale e dopo nei confronti del garante ed entro un determinato importo.
Quindi ad esempio, il garante deve avere un patrimonio consistente, e dimostrare di essere in grado di saldare il debito in caso di insolvenza. Possono essere pertanto richieste documentazioni sul reddito e sul patrimonio, e in generale, il garante deve offrire affidabilità e liquidità necessarie per saldare i debiti.