Domanda di: Evita Longo | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2026 Valutazione: 4.9/5
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Quando il lavoro rovina la vita, si parla spesso di sindrome da burnout, uno stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale causato da stress cronico e insostenibile. I sintomi includono stanchezza cronica, insonnia, distacco emotivo, ansia e calo della produttività, con impatti diretti su salute cardiovascolare, difese immunitarie e relazioni sociali.
Le 4 fasi del burnout sono un percorso evolutivo che parte dall'entusiasmo idealistico, passa per la stagnazione e la frustrazione, fino a culminare nel disimpegno (o apatia), caratterizzato da esaurimento emotivo, cinismo e ridotta realizzazione personale, dove le aspettative si scontrano con la realtà lavorativa fino al crollo delle energie.
Il burnout è una sindrome legata allo stress lavoro-correlato, che porta il soggetto all'esaurimento delle proprie risorse psico-fisiche, alla manifestazione di sintomi psicologici negativi (ad es. apatia, nervosismo, irrequietezza, demoralizzazione) che possono associarsi a problematiche fisiche (ad es.
I sintomi psicologici includono un costante stato di allerta, ansia e pensieri ossessivi legati al lavoro, mentre tra quelli comportamentali spiccano la tendenza a superare sistematicamente le ore di lavoro e a trascurare il tempo per sé e per gli altri.
Il risultato? Quella sensazione di “nebbia mentale” che molti descrivono: difficoltà di concentrazione, problemi di memoria, incapacità di prendere decisioni anche semplici.