Quando il narratore e esterno e onnisciente?

Domanda di: Ing. Gioacchino Caruso  |  Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2023
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In particolare, se il narratore è esterno e la focalizzazione zero, si parla di narratore onnisciente, cioè «che sa tutto» nel senso che conosce tutti personaggi, tutti gli eventi della narrazione, anche passati e futuri, e può quindi intervenire nella narrazione con analessi e prolessi.

Cosa vuol dire narratore esterno e onnisciente?

il Narratore esterno è onnisciente e ha una prospettiva illimitata su tutto ciò che avviene all'interno della storia. Fa incursioni nel passato, anticipazioni sul futuro. Giudica i suoi personaggi, conosce i loro pensieri, la loro psicologia e le motivazioni profonde che guidano le loro azioni e le loro scelte.

Come si capisce che il narratore e esterno?

Esterno: Quando invece una voce fuori dalla storia parla dei personaggi in terza persona, il narratore è esterno. Quest'ultimo può essere nascosto, che non interviene mai nella narrazione, non dà giudizi, non commenta, ma si limita a presentare gli avvenimenti e lascia al lettore il compito di valutarli.

Cosa significa che il narratore e interno o esterno?

Il narratore è interno, come dimostra l'uso della prima persona singolare. Rievoca uno stato d'animo del passato e lo commenta: mette il lettore a parte di una visione. Il narratore è invece esterno quando non coincide con un personaggio della vicenda, ma riporta i fatti senza esserne direttamente coinvolto.

Perché il narratore e esterno?

Il punto di vista è rigorosamente esterno ai fatti(focalizzazione esterna), perché il narratore è soltanto uno spettatore estraneo alla storia che si limita a registrare i fatti a cui assiste.

Il Narratore || Testo narrativo