L'uguaglianza è difficile da realizzare quando la uguaglianza formale (davanti alla legge) non corrisponde a quella sostanziale, nascondendo disuguaglianze strutturali, privilegi o diversità di partenza che richiedono azioni correttive (discriminazione positiva). È complessa in presenza di privilegi radicati, concezioni erronee di egualitarismo (appiattimento) o nel bilanciare parità e rispetto delle differenze individuali.
Questo principio afferma che gli uomini posseggono gli stessi diritti. Nonostante ciò, razza, sesso, opinioni politiche determinano importanti differenze tra i cittadini, ma non così sostanziali da rendere alcuni superiori e altri inferiori.
L'uguaglianza è, insieme alla libertà, uno dei diritti fondamentali di una democrazia. È un concetto etico-giuridico o etico-politico, secondo cui i membri di una collettività devono essere considerati allo stesso modo, indipendentemente dalla loro posizione sociale e dalla provenienza.
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Ci sono diverse forme di uguaglianza relative alle persone e alle situazioni sociali. Per esempio, si può considerare la parità tra i sessi per quanto riguarda l'accesso al lavoro; le persone interessate sono di sesso opposto, la cui situazione sociale comune è l'accesso all'occupazione.