In caso di malattia della badante, i costi sono interamente a carico del datore di lavoro (la famiglia), poiché l'INPS non paga l'indennità per il lavoro domestico. Il datore paga una percentuale della retribuzione per i primi 3 giorni (50%) e il 100% dal 4° giorno, fino a un massimo di giorni variabile per anzianità.
Diversamente, in caso di infortunio o malattia professionale, il datore di lavoro è tenuto a retribuire il lavoratore domestico al 100% per i primi tre giorni; dal quarto giorno fino al termine del periodo di infortunio la retribuzione è interamente a carico dell'INAIL (60% della retribuzione per i primi 90 giorni, 75% ...
Se la colf, badante o baby sitter si assenta per malattia deve obbligatoriamente produrre un certificato medico. Il vostro Family Tutor SAF ACLI vi chiederà il giustificativo per registrare sempre correttamente gli eventi e fare il giusto calcolo della retribuzione.
La malattia chi la paga l'INPS o il datore di lavoro?
Sia l'INPS che il datore di lavoro pagano la malattia, ma in modo differenziato: il datore di lavoro paga i primi 3 giorni (periodo di carenza), spesso al 100% (se previsto dal CCNL), mentre l'INPS paga dall'4° giorno in poi, rimborsando il datore di lavoro che solitamente integra la retribuzione fino al 100% o una percentuale stabilita dal contratto collettivo. La ripartizione esatta dipende dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato, che determina le integrazioni del datore di lavoro.
Se vengono superati i 45 giorni di conservazione previsti dal Ccnl il datore può licenziare la collaboratrice il 46esimo giorno consegnandole a mano, o inviandole con raccomandata, la lettera di licenziamento.