La plusvalenza immobiliare non è dovuta (esente da tassazione) quando la vendita dell'immobile avviene dopo cinque anni dall'acquisto o se, entro tale termine, l'immobile è stato utilizzato come abitazione principale per la maggior parte del periodo. Altri casi di esenzione includono immobili ricevuti in successione, donazioni, o se si tratta della vendita della prima casa reinvestendo il ricavato in un'altra abitazione principale.
Se vendi la PRIMA CASA nei primi 5 anni da QUANDO L'HAI COMPRATA, per legge NON è prevista alcuna tassa sulla plusvalenza A PATTO CHE DIMOSTRI CHE HAI MANTENUTO LA RESIDENZA NELL'ABITAZIONE PER PIÙ DI METÀ DEL TEMPO DALL'ACQUISTO.
L'esclusione dipende dai presupposti sopra (quinquennio, abitazione principale, successione). È quindi corretto dire: non si pagano imposte sulla plusvalenza se si rivende dopo 5 anni oppure se l'immobile è stato abitazione principale per la maggior parte del periodo tra acquisto e vendita.
L'indicizzazione del valore di acquisto con l'inflazione può eliminare il guadagno. Una delle prime tecniche per evitare la tassa sulla plusvalenza è aggiornare il valore di acquisto dell'immobile tenendo conto dell'indice dei prezzi al consumo (CPI o IPC).
La tassazione sostitutiva non è applicabile alle plusvalenze che, ai sensi dell'articolo 67, comma 1, del Tuir, costituiscono redditi di capitale ovvero sono conseguite: nell'esercizio di arti o professioni. nell'esercizio di imprese commerciali oppure da società in nome collettivo o in accomandita semplice.