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Cosa rischia il datore di lavoro se non paga la malattia?
Tutela in caso di mancato pagamento della malattia Se il datore non paga e non anticipa la retribuzione al dipendente in malattia, incorre in responsabilità civile e penale.
Come viene pagata l'indennità di malattia nel 2025?
Per i lavoratori dipendenti l'indennità è riconosciuta al: 50 per cento della retribuzione media giornaliera dal 4° al 20° giorno di malattia; 66,66 per cento della retribuzione media giornaliera dal 21° al 180° giorno di malattia.
Quando l'INPS rimborsa la malattia?
Il pagamento dell'indennità di malattia INPS inizia dal 4° giorno di assenza, coprendo i primi tre giorni (periodo di carenza) tramite il datore di lavoro (spesso con integrazione contrattuale) e poi erogando il 50% (fino al 20° giorno) e il 66,66% (dal 21° al 180° giorno) della retribuzione, con il resto integrato dal datore secondo il CCNL, fino a un massimo di 180 giorni annui.
Chi paga la malattia al dipendente, il datore di lavoro o l'INPS?
Sia l'INPS che il datore di lavoro pagano la malattia, ma in modo differenziato: il datore di lavoro paga i primi 3 giorni (periodo di carenza), spesso al 100% (se previsto dal CCNL), mentre l'INPS paga dall'4° giorno in poi, rimborsando il datore di lavoro che solitamente integra la retribuzione fino al 100% o una percentuale stabilita dal contratto collettivo. La ripartizione esatta dipende dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato, che determina le integrazioni del datore di lavoro.
Quanti mesi di malattia sono retribuiti?
In linea generale, la legge vigente stabilisce un massimo di 180 giorni di malattia retribuiti nell'arco di un anno. Però, sempre a favore del lavoratore, il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) o le disposizioni aziendali possono prevedere una diversa durata massima della malattia.
Come posso recuperare l'indennità di malattia INPS?
Ai sensi dell'art. 1 del decreto – legge n. 663 del 1979, convertito con modificazioni dalla legge n. 33 del 1980, qualora sia versata una indennità di malattia non dovuta, il datore di lavoro recupera le somme versate al lavoratore e le restituisce all'Inps.
Chi in malattia non percepisce lo stipendio?
L'indennità di malattia è dunque uno strumento che interviene nei periodi di malattia del dipendente in sostituzione allo stipendio; è bene precisare che il dipendente non percepisce lo stipendio durante il periodo di malattia, ma un'indennità sostitutiva erogata dall'INPS, o dall'azienda, o da entrambe.
Quando tolgono i soldi per malattia?
Corte Costituzionale: legittima la decurtazione. Dopo l'11 esimo giorno di assenza per malattia, piena retribuzione. Ai fini della decurtazione si fa riferimento ad ogni episodio di malattia che colpisce il dipendente, anche della durata di un solo giorno, e per tutti i primi dieci giorni di ogni evento morboso.
Chi paga la malattia di un dipendente dopo 180 giorni?
Oltre i 180 giorni l'INPS non paga più e puoi licenziare il dipendente (vedi articolo Licenziamento per malattia prolungata) Con contratto a tempo determinato: il periodo massimo per cui il dipendente verrà retribuito è pari al periodo lavorato nell'ultimo anno (sempre con un massimo di 6 mesi).
Quanto può durare al massimo la malattia INPS?
È quasi sempre la contrattazione collettiva a stabilire la durata del periodo di comporto; la legge lo fa soltanto per gli impiegati, fissandola a 3 mesi se l'anzianità di servizio è inferiore a 10 anni, e a 6 mesi se invece tale anzianità è superiore a 10 anni.
Cosa succede se faccio più di 6 mesi di malattia?
Dopo 6 mesi di malattia, se si supera il cosiddetto "periodo di comporto" (il limite massimo di assenza retribuita), il datore di lavoro può licenziarti per giustificato motivo oggettivo, ma è obbligato a seguire procedure specifiche, rispettare il preavviso e pagare TFR e indennità maturate, mentre tu potresti aver diritto alla NASpI se hai i requisiti; il calcolo del comporto varia in base al CCNL, ma spesso coincide con 180 giorni, con azzeramento annuale, e può essere più lungo per anzianità.
Chi paga la malattia dopo la scadenza del contratto?
in parte dall'Inps e in parte dal datore di lavoro. totalmente dal datore di lavoro secondo le disposizioni contenute nel rispettivo CCNL.
Chi paga la malattia nuova legge?
Quanto spetta in busta paga: chi paga la malattia e in che percentuale. Durante i primi tre giorni di malattia l'INPS non interviene. La spesa è interamente a carico del datore di lavoro, che solitamente garantisce il 100% della retribuzione (salvo diverse indicazioni meno favorevoli di alcuni contratti specifici).
Perché non mi è stata pagata la malattia?
l'assenza di copertura da parte dell'INPS nel periodo di carenza; il superamento del periodo di comporto previsto dal CCNL di appartenenza; l'assenza di certificazioni mediche adeguate; la richiesta di aspettativa non retribuita.
Quanto rimborsa l'INPS al datore di lavoro per malattia?
50% della retribuzione media globale giornaliera percepita dal lavoratore nel periodo mensile scaduto e immediatamente precedente l'inizio della malattia, per i primi 20 giorni; 66,66% ( 2/3) della retribuzione media giornaliera di cui sopra, dal 21° giorno.
Chi paga la malattia INPS o datore di lavoro?
Sia l'INPS che il datore di lavoro pagano la malattia, ma in modo differenziato: il datore di lavoro paga i primi 3 giorni (periodo di carenza), spesso al 100% (se previsto dal CCNL), mentre l'INPS paga dall'4° giorno in poi, rimborsando il datore di lavoro che solitamente integra la retribuzione fino al 100% o una percentuale stabilita dal contratto collettivo. La ripartizione esatta dipende dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato, che determina le integrazioni del datore di lavoro.