Quando mettere l'accento sulla a?

Domanda di: Emilia Ferri  |  Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2026
Valutazione: 5/5 (41 voti)

L'accento sulla "a" (à) si mette obbligatoriamente sulle parole tronche (accentate sull'ultima sillaba) che terminano con questa lettera, come bontà, città, università, baccalà. Va utilizzato anche in alcuni monosillabi per distinguerli da omonimi (es. là avverbio vs la articolo) e in forme verbali come dà (verbo dare) e fa (se inteso come imperativo o forma arcaica, sebbene fa nota musicale o verbo al presente non lo vogliano).

Quando si mette l'accento sulla a?

Secondo le convenzioni di scrittura della lingua italiana, la à con accento grave viene usata per indicare accenti tonici finali; ad esempio la parola baccalà [bakkaˈla] viene scritta con una à finale perché l'accento tonico cade sull'ultima sillaba.

Come si fa a capire dove mettere l'accento?

Secondo la norma più diffusa nelle grammatiche, in italiano l'accento grave si pone sulle vocali la cui pronuncia non si distingue in aperta o chiusa (a, i, u) e sulle varianti aperte della e /ɛ/ e della o /ɔ/, mentre l'accento acuto (′) si pone sulle varianti chiuse delle vocali toniche e /e/ e o /o/.

Quando è obbligatorio mettere l'accento?

L'accento grafico è obbligatorio nelle parole tronche e consigliabile quando è necessario distinguere le parole che hanno la stessa grafia, ma accenti e significati diversi. Tuttavia, Luca Serianni, un grande studioso della lingua italiana, raccomanda di usarlo con moderazione.

Quando si usa à?

La preposizione à traduce l'italiano da quando precede un infinito. Il n'y a rien à faire. Non c'è niente da fare.

Quando si usa l'ACCENTO in ITALIANO: Tonico vs Grafico! Come si usa? Tronche, Piane e Sdrucciole 🇮🇹