Domanda di: Maruska Sala | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2026 Valutazione: 4.1/5
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In caso di morte del coniuge, la casa familiare va al coniuge superstite, che acquisisce il diritto di abitazione sulla casa e dei mobili che la corredano, anche se di proprietà esclusiva del defunto, ma questo diritto è escluso se la casa è comproprietà con terzi. Il diritto di abitazione tutela il superstite, garantendogli di restare nella casa familiare, mentre la proprietà dell'immobile passa agli eredi (inclusi figli, genitori, ecc.) secondo le regole della successione legittima o testamentaria.
No, non va tutto automaticamente alla moglie; la quota ereditaria dipende da figli, altri parenti (genitori, fratelli), regime patrimoniale (comunione/separazione beni) e se esiste un testamento, ma il coniuge superstite ha sempre diritto a una quota (in assenza di figli e altri parenti prossimi eredita tutto) e alla pensione di reversibilità e al diritto di abitazione sulla casa coniugale.
Va infatti evidenziato che se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, a quest'ultimo e al genitore spetterà metà patrimonio ciascuno mentre, quando i figli sono più di uno, ad essi sono complessivamente riservati i 2/3 del patrimonio del defunto, con la conseguenza che al genitore spetterà il rimanente 1/3.
se sposato (e il coniuge è vivente), gli Eredi sono: la moglie/marito (quota 66,66% Eredità), l'ascendente/i (genitori: padre-madre) (quota 1/4 ossia 25% Eredità) e i fratelli (quota 8,33% Eredità suddivisa in parti uguali tra fratelli).
565 e seguenti del Codice Civile. Ad esempio se il defunto lascia un coniuge e due figli, in assenza di testamento le quote ereditarie saranno di 1/3 per il coniuge ed 1/3 per ciascuno dei figli. L'art.