Domanda di: Emidio Sala | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2026 Valutazione: 4.6/5
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Quando muore un senatore a vita, la carica cessa automaticamente poiché il mandato è legato alla persona fino al decesso (art. 59 CostituzioneMinistero dell‘Interno). Non si procede ad alcuna sostituzione (non subentra un supplente) e il numero dei componenti del Senato diminuisce temporaneamente, a meno che non si tratti di un ex Presidente della Repubblica.
Non essendo soggetti al rinnovo in occasione delle tornate elettorali, i senatori a vita decadono dalla carica solo per decesso, rinuncia o a seguito di destituzione secondo i canonici meccanismi di decadenza parlamentare.
Quanto dura il vitalizio dei parlamentari dopo la morte?
A partire dalle modifiche dei regolamenti nel 1997, il requisito minimo per acquisire il diritto all'assegno vitalizio è stato portato a 2 anni, 6 mesi e un giorno di mandato effettivamente prestato, con obbligo di riscattare e versare i contributi mancanti per raggiungere i 5 anni.
Sì, il titolo di senatore può rimanere a vita in Italia per due categorie definite dalla Costituzione: gli ex Presidenti della Repubblica (senatori di diritto e a vita) e i cittadini nominati dal Presidente per altissimi meriti (senatori a vita), fino a un massimo di cinque, ma si discute di una riforma costituzionale che potrebbe abolire questa figura.
In mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti, la richiamata pensione spetta ai genitori o (qualora manchino anche essi) ai fratelli e alle sorelle (questi ultimi solo se inabili e a carico).