Domanda di: Danthon Martini | Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2026 Valutazione: 4.7/5
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Il Codice Civile italiano vigente è stato promulgato il 16 marzo 1942 ed è entrato in vigore il 21 aprile 1942. Esso ha sostituito il precedente codice del 1865, nato dopo l'Unità d'Italia ed entrato in vigore il 1° gennaio 1866, basato sul modello francese. Prima di allora, vari Stati preunitari avevano i propri codici civili.
Tavolette di legno legate in forma di c. - nella specie di quaderno o di soffietto, composti da un numero variabile di elementi - risultano documentate fin da epoca assai antica nell'Egitto faraonico, accanto al rotulo di papiro, e nel Vicino Oriente (se ne conservano a partire almeno dal sec. VIII a.C.).
Nonostante sia molto diffusa l'idea che il Codice di Hammurabi sia stato il primo codice di leggi scritte della storia, in realtà il codice scritto più antico conosciuto oggi è il Codice di Ur-Nammu. Esso consiste di un insieme di leggi scritte in scrittura cuneiforme su una tavoletta di argilla.
Il Codice Civile italiano attualmente in vigore è stato emanato con il Regio Decreto del 16 marzo 1942, n. 262 e «simbolicamente» entrato in vigore il 21 aprile 1942, unendo il diritto civile e quello commerciale, e sostituendo il precedente codice del 1865.
Il codice civile (noto anche come “Codice civile del 1942”) in Italia è un corpo organico di disposizioni di diritto civile e di norme giuridiche di diritto processuale civile di rilievo generale (es. libro VI - titolo IV) e di norme incriminatrici (es. libro V - titolo XI).