Quando ne è avverbio?

Domanda di: Elda Bruno  |  Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2023
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«La particella ne deriva dal latino Inde ('di lì'), di cui conserva il valore primario di avverbio di luogo ("entrato in casa, ne uscì subito dopo").

Quando ne è pronome?

La particella “ne” può avere valore avverbiale o pronominale. Può essere considerata come la forma invariabile di un pronome che ha funzione di complemento di specificazione, argomento e di complemento di partizione. In questi casi, se riferito a persone, sostituisce di lui, di lei, di loro.

Che funzione ha il ne?

NE è una particella che ha la funzione di pronome e può avere diversi usi. Può essere usato come: Pronome personale indiretto: di lui, di lei, di loro, da lui, da lei, da loro.

Quando ne è pronome dimostrativo?

NE può anche svolgere la funzione di pronome dimostrativo, sostituendo espressioni o intere frasi introdotte dalle preposizioni di o da. Esempi: Vale la pena di comprare la macchina? -No, non ne (di compare la macchina) vale pena. Sono sempre gentile con Paola ma ne (da lei) ricevo solo sgarbi.

Quando ne è complemento oggetto?

Se il pronome ne è complemento oggetto, il participio passato retto dal verbo avere si concorda con esso. Esempio: Abbiamo comprato tre libri. Ne abbiamo comprati tre.

Avverbio