Quando non è consigliato l'intervento al forame ovale?

Domanda di: Lucrezia Vitale  |  Ultimo aggiornamento: 27 giugno 2026
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L'intervento al forame ovale (PFO) non è consigliato quando è asintomatico e non associato a ictus ricorrenti, poiché molti lo hanno senza problemi, ma diventa cruciale in caso di ictus criptogeno ricorrente (soprattutto con shunt significativo e aneurisma del setto), mentre è sconsigliato se i benefici non superano i rischi di complicanze procedurali, in presenza di bassa probabilità che il PFO sia la causa dell'ictus, o se si preferisce una strategia di sola terapia antitrombotica in pazienti a basso rischio di recidiva.

Rischi chiusura forame ovale pervio?

Le complicanze più importanti sebbene estremamente rare (0.2% dei casi) sono: la lesione di qualche struttura cardiaca (auricola, vene polmonari, ecc.), lo sviluppo di trombi sui dischi del device e l'embolizzazione della protesi.

Cosa non fare con il forame ovale pervio?

Il 25% dei pazienti adulti presentano un forame ovale pervio e sono per lo più asintomatici. L'unica precauzione da assumere è evitare di effettuare attività subacquea con autorespiratori (bombole di ossigeno).

Quanto dura l'ombrellino al cuore?

Quanto dura:

La durata può variare in base alla complessità del caso specifico e all'esperienza dell'equipe medica. Generalmente, il paziente è dimesso il giorno stesso o il giorno successivo alla procedura, a meno che non sorgano complicazioni che richiedono un'osservazione più prolungata.

Cosa succede se il forame ovale pervio non si chiude?

La mancata chiusura di un forame ovale pervio, in individui che già abbiano sofferto di episodi ischemici cerebrali precedenti, porta a un rischio di recidive ictus o ischemia cerebrale transitoria, in terapia con un farmaco antiaggregante o anticoagulante, compreso tra lo 0,5% e il 5% all'anno.

Forame ovale pervio